I giorni scivolavano sui giorni,
le settimane sulle settimane,
con una consapevolezza trasognata
improvvisamente presa nello smarrimento
di uno sguardo d'amore,
carne e desiderio
in cerca di specchi in cui indovinarsi.

Il loro canto mi attraversava e mi avvolgeva
mentre abbandonavo gli occhi su quel cielo
in agguato alle spalle della finestra...

Comprensibile, appassionante segno d'amore
alla realtà esclusiva del cuore,
la mattina era un grande grido
e una macchia di sangue,
era uno specchio che rifletteva dieci specchi
condensato in una sola scintilla.
Era puro e semplice spazio,
grandi cieli commossi
dal Bacino di San Marco al Ponte di Rialto.

Un tempo senza tempo avanzava.