In corso d'opera...
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II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX

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Notturni I

E' la più bella delle notti
lucida di luna piena,
la notte dei monti d'argento
e dalle strade di penombre chiare,
la notte dell'esatto sentire,
questa notte tanto notte
quanto definito giorno,
questa è la nostra notte,
l'invisibile centro
che giustifica il cerchio
di questo cielo memoria del mondo.

 
 
 
 

Notturni II

Vieni, appendiamo come lune ai tetti della notte
le instabili tinte dell'anima,
questa luce che squarcia la pietra
chiusa nel perimetro di una canzone.

Vieni, beviamo di nuovo il tempo,
sdraiati sulla schiena della notte
per abbracciarne il nulla, la vertigine e il silenzio.

Spazio in deriva,
abitazione d'enigmi e ombre,
involucro di luce alle forme dei congedi,
la tua voce è oggi l'arcobaleno della notte.

 
 
 
 

Notturni III

E' il grande fiume della notte,
l'anello di brume serrato
nell'ellisse rosata dell'abbraccio,
è l'intravisto, fuggevole e cangiante
abito di luce,
corpo di buio negato
dal cuore di neve dello specchio.

E' l'azzurra gloria dei mattini d'aprile,
rinascenti riflessi di percorsi d'amore
e nello spazio segreto e abbagliato
tra i provvisori profili dei compagni di viaggio
offro il petto al vento
e parlo con le stelle
perché il mio cuore è tempestoso.

 
 
 
 

Notturni IV

In un'altra luce, sotto altri cieli,
aderì la vita al suo destino,
in una costellazione di simboli simultanei
e se oggi tace anche la luce nel silenzio
io stringo nel pugno della memoria
le ombre complici della notte
e le salde linee della bellezza
e sfumando l'una nell'altra
stringo nella morsa degli occhi
il tempo, l'infinito e il nulla.

Così, serrate tra la memoria e gli occhi,
sotto un cielo senza fessure,
sotto un cielo di puro spazio,
vanno spirali di tempo e foglie nel vento,
disequilibri danzanti d'autunno,
cangianti riflessi
al punto assoluto del tempo.

 
 
 
 

Notturni V

Cuore oceano
immemore come una risata

Cuore tumulto di desideri
e promesse di catastrofi

Cuore caverna di tuoni
nel cavo del suono

Mio cuore,
non sollevarti contro di me.

 
 
 
  Notturni VI

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